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Zuccheri, dolcificanti e claim light: cosa controllare

Pubblicato il 28 maggio 20267 min di lettura
Zuccheri, dolcificanti e claim light: cosa controllare

Senza zuccheri, light e con edulcoranti non dicono la stessa cosa: servono ingredienti, tabella nutrizionale e porzione.

Nel diritto europeo un claim nutrizionale non è uno slogan libero. Il Regolamento (CE) n. 1924/2006 stabilisce condizioni per diciture come “a basso contenuto di zuccheri”, “senza zuccheri”, “senza zuccheri aggiunti” e “light”. Questo è il punto di partenza, non la conclusione.

Un prodotto “senza zuccheri aggiunti” può contenere zuccheri naturalmente presenti. Un prodotto “light” deve essere letto rispetto a un prodotto comparabile e alla caratteristica ridotta. Una bevanda con edulcoranti può ridurre gli zuccheri rispetto alla versione classica, ma resta da valutare nel contesto dell'abitudine.

Prima leggere la tabella, poi il claim

La dichiarazione nutrizionale obbligatoria indica i carboidrati e, sotto di essi, gli zuccheri. Per confrontare prodotti simili, il dato per 100 g o 100 ml è piÚ utile della porzione proposta dal produttore. La porzione può essere realistica oppure molto piccola.

Il claim può orientare lo sguardo, ma non sostituisce il numero. Se un biscotto è “con meno zuccheri”, bisogna vedere rispetto a cosa, quanto resta per 100 g e se sono aumentati grassi, amidi o edulcoranti.

Dolcificanti: sicurezza e uso non sono la stessa domanda

Gli edulcoranti autorizzati hanno valutazioni tossicologiche e limiti di assunzione. Nel 2023 l'OMS ha pubblicato una linea guida sui dolcificanti non zuccherini per il controllo del peso e la riduzione del rischio di malattie non trasmissibili. La stessa OMS specifica che quella raccomandazione non sostituisce le valutazioni di sicurezza dei singoli edulcoranti condotte da JECFA o altri enti.

Quindi le domande sono due: una sostanza è autorizzata entro certi limiti? E usare spesso prodotti dolcificati aiuta davvero a ridurre la preferenza complessiva per il dolce? Sono domande collegate, ma non identiche.

“Senza zuccheri aggiunti” non significa senza zuccheri

Su succhi, yogurt, cereali e snack, la dicitura può convivere con zuccheri naturalmente presenti nella frutta o nel latte. Non è necessariamente ingannevole: va letta insieme alla riga “di cui zuccheri”.

EFSA, nel parere del 2022 sugli zuccheri alimentari, ha valutato la relazione tra assunzione di zuccheri e diversi esiti di salute, ma non ha stabilito un livello massimo tollerabile numerico. Questo è un buon esempio di incertezza: il dato nutrizionale è utile, ma non diventa automaticamente una soglia personale.

Checklist rapida

  • Leggi gli zuccheri per 100 g o 100 ml prima della porzione.
  • Controlla se il claim parla di zuccheri totali, zuccheri aggiunti o riduzione rispetto a un prodotto comparabile.
  • Guarda la lista ingredienti: zucchero, sciroppi, succhi concentrati, miele, maltodestrine, edulcoranti.
  • Verifica se la riduzione degli zuccheri è compensata da grassi, amidi o dolcificanti.
  • Considera la frequenza: il palato si educa sul consumo abituale, non su una singola etichetta.

Conclusione

I claim su zuccheri e dolcificanti sono informazioni regolamentate, ma non sono scorciatoie. “Light”, “senza zuccheri” e “con edulcoranti” rispondono a domande diverse. La lettura più solida parte dalla tabella nutrizionale, passa dalla lista ingredienti e finisce con la frequenza reale di consumo.


Fonti citate

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