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Aspartame (E951): cosa dice davvero la scienza dopo l'allerta OMS del 2023

Pubblicato il 21 maggio 20263 min di lettura
Aspartame (E951): cosa dice davvero la scienza dopo l'allerta OMS del 2023

IARC ha classificato l’aspartame come “possibilmente cancerogeno”, JECFA ha mantenuto la DGA. La differenza tra pericolo e rischio cambia tutto.

Nel luglio 2023 due agenzie legate all'OMS hanno pubblicato valutazioni diverse sullo stesso dolcificante. L'IARC ha classificato l'aspartame come “possibilmente cancerogeno per l'uomo” (Gruppo 2B). Il JECFA, nello stesso giorno, ha confermato la dose giornaliera accettabile di 0-40 mg/kg di peso corporeo.

Letta male, sembra una contraddizione. Letta bene, è una lezione su come funzionano le valutazioni scientifiche: una cosa è identificare un pericolo possibile, un'altra è stimare il rischio alle dosi reali.

Pericolo e rischio non sono la stessa cosa

L'IARC valuta il pericolo: una sostanza può causare un effetto in qualche condizione? La classificazione 2B significa evidenza limitata negli esseri umani e non equivale a “causa il cancro se lo consumi”. Nello stesso gruppo si trovano esposizioni molto diverse tra loro.

Il JECFA valuta il rischio: quanta sostanza può essere assunta ogni giorno per tutta la vita senza un rischio apprezzabile, secondo i dati disponibili? Per questo ha mantenuto la DGA già usata da anni: 0-40 mg/kg al giorno.

Cosa significa 40 mg/kg in pratica

Per una persona di 70 kg, la soglia teorica è circa 2.800 mg al giorno. Una lattina di bibita dolcificata può contenerne molto meno, ma la quantità varia per prodotto e mercato. Il punto non è fare un conto universale valido per tutti. Il punto è che la dose conta.

Per i bambini il margine si restringe perché il peso corporeo è più basso. Per chi consuma molte bibite “zero”, gomme, yogurt light, integratori o dolcificanti da tavola, la somma diventa più rilevante della singola porzione.

EFSA e la valutazione europea

L'EFSA aveva rivalutato l'aspartame nel 2013 e aveva confermato una DGA di 40 mg/kg di peso corporeo al giorno. La valutazione includeva studi su tossicità, genotossicità, cancerogenicità e metabolismo. Una nota resta essenziale: le persone con fenilchetonuria devono evitare o controllare l'aspartame perché contiene fenilalanina.

Questa è una distinzione importante. Per la popolazione generale, la discussione riguarda esposizione e margini. Per chi ha fenilchetonuria, il problema è specifico e l'etichetta deve segnalarlo.

Come leggere l'etichetta

Se vuoi sapere quanto aspartame entra nella tua dieta, cerca “aspartame”, “E951” o la dicitura “contiene una fonte di fenilalanina”. Lo troverai soprattutto in bibite senza zucchero, chewing gum, prodotti light, dessert ipocalorici e dolcificanti da tavola.

  1. Non ragionare su un solo prodotto: guarda la somma della giornata.
  2. Per i bambini, controlla frequenza e porzioni, non solo la presenza dell'additivo.
  3. Non sostituire automaticamente zucchero con dolcificanti pensando che la scelta sia neutra: dipende dall'obiettivo e dal contesto.

Conclusione

La classificazione IARC del 2023 non dice che una bibita con aspartame causi il cancro. Dice che esiste un segnale di pericolo limitato. Il JECFA e l'EFSA, guardando al rischio e alla dose, mantengono una soglia numerica.

La scelta utile non è panico o assoluzione. È leggere l'etichetta, capire la frequenza e distinguere tra un consumo occasionale e una presenza quotidiana in più prodotti.


Fonti citate

  • IARC, “Aspartame hazard and risk assessment results released”, 2023.
  • JECFA, evaluation of aspartame and reaffirmation of the ADI of 0-40 mg/kg body weight/day, 2023.
  • EFSA ANS Panel, “Scientific Opinion on the re-evaluation of aspartame (E951) as a food additive”, EFSA Journal, 2013.
  • WHO, “Use of non-sugar sweeteners: WHO guideline”, 2023.

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